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Babesiosi persistente e recidivante nei pazienti immunocompromessi


La babesiosi umana è una malattia causata da un protozoo, che generalmente si risolve senza complicazioni in seguito a somministrazione di Atovaquone + Azitromicina, oppure di Clindamicina + Chinina.
Sebbene siano stati descritti pazienti con babesiosi non-responsiva alle terapie standard con antimicrobici, la patogenesi, il decorso clinico ed il regime di trattamento ottimale di tali casi rimangono non ben definiti.

Uno studio retrospettivo, condotto da Ricercatori dell’University of Connecticut School of Medicine a Farmington, negli Stati Uniti, ha messo a confronto lo stato immunologico, il decorso clinico ed il trattamento di 14 pazienti, che erano andati incontro a morbidità o erano morti, in seguito ad infezione persistente da Babesia microti, nonostante ripetuti cicli di trattamento, con quello di 46 soggetti di controllo la cui infezione si è risolta dopo un solo ciclo di terapia standard.

Tutti i pazienti erano immunodepressi nel momento della babesiosi acuta, contro il 10% dei controlli.

La maggior parte dei pazienti presentava linfoma a cellule B ed erano asplenici o avevano ricevuto Rituximab prima della babesiosi.

Maggiori complicanze sono state osservate nei pazienti, rispetto ai controlli; 3 pazienti sono morti.

La risoluzione dell’infezione persistente si è verificata in 11 pazienti dopo 2-10 cicli di terapia.

Lo studio ha mostrato che le persone immunocompromesse infettate da Babesia microti sono a rischio di malattia recidivante persistente. Questi pazienti generalmente necessitano di un trattamento di 6 settimane o più per guarire, tra cui 2 settimane dopo la scomparsa del parassita dallo striscio di sangue. ( Xagena2008 )

Krause PJ et al, Clin Infect Dis 2008; 46: 370-376


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