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Un vaccino sperimentale anti-HIV ha aumentato il rischio di infezione


Nello studio STEP, uno dei 2 studi clinici di fase II che stava valutando il vaccino sperimentale anti-HIV ( V520 ) di Merck & Co, è stata riscontrata l’inefficacia del vaccino nel prevenire l’infezione nei volontari non precedentemente infettati con il virus HIV, e nel ridurre la carica virale nei soggetti che si erano infettati con il virus HIV nel corso dello studio clinico.

Dalle analisi effettuate è emerso che tra i volontari con preesistente immunità nei confronti dell’adenovirus, impiegato come vettore per i geni sintetici di HIV nel vaccino, c’erano più infezioni nei soggetti ai quali era stato somministrato il vaccino che in quelli che avevano ricevuto il placebo.

Si ritiene che gli individui che hanno ricevuto il vaccino potrebbero avere una maggiore suscettibilità a contrarre l’infezione da virus HIV, soprattutto i soggetti con più alti livelli di immunità, preesistente, verso l’adenovirus di tipo 5 ( Ad5 ).
Esistono, tuttavia, un numero di fattori confondenti che rendono difficile trarre conclusioni a riguardo.

I partecipanti allo studio STEP, 3.000 volontari negativi al test per il virus HIV, avevano un’età compresa tra i 18 ed i 45 anni ed erano a rischio di contrarre l’infezione a causa dei loro comportamenti.
Circa il 38% dei partecipanti era di sesso femminile ed il 62% di sesso maschile.

Inizialmente lo studio STEP era stato disegnato con l’obiettivo di arruolare solo volontari con bassi livelli di immunità nei confronti di AD5 ( livello anticorpale inferiore o uguale a 200 unità ), poichè questi individui erano ritenuti presentare una migliore risposta al vaccino.
In seguito, sono stati arruolati anche soggetti con più alti livelli di immunità verso Ad5, poichè i nuovi dati avevano indicato che il vaccino era immunogenico nei soggetti con alta immunità nei confronti di Ad5 ( livelli anticorpali anti-Ad5 maggiori di 200 unità ).

Lo studio STEP ha valutato 2 endpoint primari di efficacia:

A ) prevenzione dell’infezione da virus HIV negli individui HIV-negativi al momento di iniziare lo studio;

B ) riduzione della carica virale nei soggetti che contraggono l’infezione da virus HIV nel corso dello studio.

Dall’analisi, condotta dal DSMB ( Data and Safety Monitoring Board ), sui volontari, che avevano ricevuto almeno una dose del vaccino oppure placebo ed erano HIV-negativi all’inizio dello studio, sono emersi 24 casi di infezione da virus HIV su 741 volontari con preesistente bassa immunità nei confronti di Ad5 trattati con il vaccino, e 21 casi su 762 partecipanti nel gruppo placebo.

L’analisi di un sottogruppo di questa popolazione, ha mostrato che tra i soggetti che avevano ricevuto almeno 2 vaccinazioni e che erano HIV-negativi per, almeno, le prime 12 settimane dello studio, i casi di infezione da virus HIV sono stati 19 su 672 volontari nel gruppo vaccino ed 11 su 691 volontari nel gruppo placebo.

Inoltre il vaccino non è risultato efficace nel secondo endpoint primario di efficacia: livelli della carica virale dei volontari che si sono infettati con il virus HIV.
I livelli di RNA del virus HIV, 8-12 settimane circa dopo la diagnosi di infezione erano generalmente simili nel braccio vaccino e nel braccio placebo.

Le analisi post-hoc hanno incluso tutti i casi di infezione con il virus HIV osservati nella popolazione generale dello studio STEP. In un’analisi post-hoc, sono stati riscontrati 49 casi di infezione da virus HIV su 914 volontari di sesso maschile nel gruppo vaccino, contro i 33 casi di infezione tra i 922 volontari maschi del gruppo placebo.
Sebbene lo studio non fosse disegnato per valutare se i soggetti ad alta immunità verso Ad5, trattati con il vaccino, presentassero una maggior probabilità di contrarre l’infezione da HIV, la differenza nel numero dei casi di infezione da virus HIV tra il gruppo vaccino ed il gruppo placebo è risultata più pronunciata tra i volontari con alta immunità per Ad5.
Tra i 778 maschi che avevano preesistenti alti livelli di immunità nei confronti di Ad5 ( superiori alle 200 unità ), sono stati osservati 21 casi di infezione da virus HIV nei soggetti che avevano ricevuto il vaccino e 9 casi in quelli trattati con il placebo. ( Xagena2007 )

Fonte: Merck & Co, 2007


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