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I FANS non peggiorano il COVID-19 nei pazienti ospedalizzati


I farmaci antinfiammatori non-steroidei ( FANS ) non aumentano il rischio di forma grave di malattia o di decesso nei pazienti ospedalizzati per COVID-19.
Queste le conclusioni di uno studio prospettico di ampie dimensioni che ha riguardato pazienti ricoverati in ospedale con malattia COVID-19, fornendo ulteriore evidenza sulla sicurezza dei FANS e sugli esiti ospedalieri.

Per più di un anno si è discusso se i FANS potessero avere un effetto deleterio nelle persone a rischio di COVID-19.

Nel marzo 2020, funzionari sanitari francesi avevano annunciato che l'uso di antidolorifici come i FANS poteva aumentare la gravità della malattia indotta da SARS-CoV-2, e avevano raccomandato ai pazienti di assumere il Paracetamolo.
Il National Health Service ( NHS ) nel Regno Unito aveva formulato una raccomandazione simile.
Ma altre Agenzie non avevano ritenuto ci fossero prove sufficienti per sostenere di escludere i FANS nella terapia del COVID-19, e recenti studi pubblicati su Annals of the Rheumatic Diseases e PLoS Medicine hanno indicato che non c'è correlazione tra impiego degli antinfiammatori non-steroidei e peggioramento della malattia da coronavirus.

Nel nuovo studio, i ricercatori hanno identificato 72.179 pazienti che erano stati trattati per COVID-19 negli ospedali britannici nel periodo gennaio-agosto 2020.
Circa il 56% erano uomini, il 74% erano bianchi, e il 6% aveva assunto regolarmente FANS prima di entrare in ospedale.
L'età media dei pazienti era di 70 anni.

E' stato esaminato se i pazienti in entrambi i gruppi avessero più o meno probabilità di morire in ospedale, essere ricoverati in Unità di terapia intensiva ( UTI ), essere sottoposti a cure con Ossigeno, avere necessità di un ventilatore, o sviluppare lesioni a livello renale.

In termini di risultati, non sono emerse grandi differenze tra i gruppi nel complesso.
Il 31% di coloro che non hanno assunto i FANS è morto contro il 30% di coloro che lo avevano fatto ( P = 0.227 ).
In entrambi i gruppi, il 14% ha richiesto il ricovero in terapia intensiva ( P = 0.476 ).

I ricercatori si sono concentrati su due gruppi abbinati di 4.205 pazienti: un gruppo aveva fatto uso regolare dei FANS e l'altro no.
La differenza nel rischio di morte in coloro che hanno assunto FANS versus quelli che non l'avevano fatto non era statisticamente significativa ( odds ratio, OR=0.95; intervallo di confidenza [ IC ] al 95%, 0.84-1.07; P = 0.35 ).
Anche altri confronti non sono risultati statisticamente significativi.

Poichè la malattia COVID-19 risulta correlata all'infiammazione, si è ipotizzato una utilità dei FANS nel ridurre l'infiammazione.
Tuttavia, dallo studio non è emerso alcun segnale di beneficio. ( Xagena2021 )

Fonte: Lancet Rheumatology, 2021

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