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Soppressione iatrogena della secrezione acida gastrica e rischio di infezione ospedaliera da Clostridium difficile


L’incidenza e la gravità delle infezioni da Clostridium difficile sono in aumento ed è stato suggerito che la terapia di soppressione della secrezione acida sia un fattore di rischio per tale infezione, anche se questa ipotesi rimane controversa.

In uno studio farmaco-epidemiologico di coorte, è stata effettuata un’analisi secondaria dei dati raccolti in maniera prospettica su 101.796 dimissioni da un Centro di cure terziarie in un periodo di 5 anni.

L’esposizione primaria di interesse era la terapia di soppressione acida, classificata in base alla più intensa terapia di soppressione ricevuta ( nessuna soppressione acida, terapia con antagonista del recettore H2 dell’istamina, inibitori della pompa protonica giornalieri, e inibitori della pompa protonica più volte al giorno ).

Con l’aumento del livello di soppressione acida, è aumentato il rischio di infezione ospedaliera da Clostridium difficile, da 0.3% nei pazienti non-trattati con terapia di soppressione acida, a 0.6% in quelli trattati con H2 antagonista, a 0.9% in quelli in trattamento giornaliero con inibitori della pompa protonica e a 1.4% in quelli trattati con inibitori della pompa protonica più di una volta al giorno.

Dopo aggiustamento per comorbilità, età, antibiotici e probabilità di essere sottoposti a terapia di soppressione acida, l’associazione è rimasta, passando da un odds ratio di 1 ( nessuna soppressione acida [ riferimento ] ) a 1.53 ( antagonista del recettore 2 dell’istamina ), a 1.74 ( inibitore della pompa protonica giornaliero ) e a 2.36 ( inibitore della pompa protonica più di una volta al giorno ).

In conclusione, livelli crescenti di soppressione acida farmacologica sono associati a un aumento dei rischi di infezione ospedaliera da Clostridium difficile.
La prova dell’esistenza di un effetto dose-risposta fornisce ulteriore supporto alla potenziale natura causale della soppressione acida iatrogena nello sviluppo delle infezioni ospedaliere da Clostridium difficile. ( Xagena2010 )

Howell MD et al, Arch Intern Med 2010; 170: 784-790


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